PARODY

BAN ETIQUETTE

 

What a wonderful fruit the banana is: bananas give us lots of potassium and vitamins A and C, and hardly any sodium.

When you bite into it, you don’t have to worry about juice going all over yourself and your dinner neighbors like grapefruits or the pulp, like a persimmon, getting you dirty. Banana it’s a silent food. You can chew it all you like without driving your neighbors crazy with crunching sounds like apples. No seeds to spit or hiding in a fist.

Bananas, like all fruits, except dried fruits and grapes, are eaten with fork and knife or, in the absence of cutlery, using your hands: the thumb acts as a knife, the index finger serves as a fork.

 

La banana è una delizia del palato. Le banane sono ricche di potassio e vitamine A e C, e povere di sodio. Sono ricche di fibre e aiutano a regolarizzare l’intestino.

Quando mordi una banana non devi preoccuparti che il succo sprizzi ovunque come per i pompelmi o che la polpa, come per un cachi, possa sporcarti la camicia. La banana è silenziosa; puoi masticarla senza innervosire nessuno, non scrocchia scortesia come una mela chiassosa. Nessun seme da sputare o nel pugno della mano da nascondere.

Le banane come tutta la frutta, tranne quella secca e l’uva, si mangiano con la forchetta e il coltello o, in mancanza di posate, con le mani: il pollice fa da coltello, l’indice serve da forchetta.

BANANA-LITIES

What a pity; the only thing that would make a banana more user‐friendly is if you could eat the peel.

L’unica cosa, (una giovine la quale aveva potuto promettersi a un poco di buono… Qualche magagna, qualche pècca nascosta la doveva avere, Alessandro Manzoni), che renderebbe la banana più user-friendly è se tu potessi mangiarne anche la buccia.

IDEM WITH BANANAS

 

 


We are bananas and is banana not fruit?

Sure and you eat it and how many we have eaten since the twentieth century: “Air conditioning in a hotel room in Dubai”.

We are all bananas and banal. Banana is banal, bold and amused, like it or not, it makes a scuffle. The scuffle is chatty and being chatty is the value.

So the artist is the value (I don’t believe in art. I believe in the artist. Marcel Duchamp). And value is financial dictatorship.

Banana is a myth and myths are powerful and myths are dead. Banana is an icon and it clones itself. The aesthetic erotic fetish that eats criticism is banal and worn; the critique of the shelf. Banal is the genius or deception, the gesture and the idea such a big banana to bite (and not abuse of the apple, adamantine echo, core of knowledge). And bananas postmoderns eat thoughts. So thoughts do not make thoughts: don’t put bananas in the fridge, put banality in the fridge.

 


Siamo alle banane e la banana non è frutta?

Certo e si mangia e quante ne abbiamo mangiate dal novecento in su: “Air conditioning in una camera d’albergo a Dubai”.
Siamo tutti banani e banali. E banale la banana, audace e divertita, piaccia o meno, fa baruffa. La baruffa fa chiacchiera e la chiacchiera è il valore. Così l’artista è il valore (Non credo nell’arte. Credo nell’artista. Marcel Duchamp). E il valore è dittatura finanziaria.
La banana è un mito e i miti son potenti e i miti son morti. La banana è un’icona e si clona. Banale e logoro il feticcio erotico estetico che si mangia la critica; la critica allo scaffale. Banale è il genio o l’inganno, il gesto e l’idea such a big banana da mordere (e non d’abuso della mela, adamantino eco, torsolo del sapere).
E postmoderni di banane mangiamo il pensiero. Così il pensiero non fabbrica pensiero: don’t put bananas in the fridge, put
 banality in the fridge.

 

BANANA WITH DOTS