DI IN TANTO DI TANTI INTANTO…

 

Tento di raccontare qualcosa, ma subito ammutolisco e mi accorgo di non avere detto ancora niente.
Una sostanza meravigliosamente lucente che non riesce a fluire rimane dentro di me e si fa beffe delle parole.

ELIAS CANETTI

 

Manifesto

“Intanto” è una e tante storie d’istanti: senza testa né coda, qui e d’ora, in un preciso istante… Storie pellegrine, di margini e confini, cortocircuiti incidentali di significati minuti, cerchi, echi, attese, seduzioni, estranee e familiari, ai nostri piedi o sopra la testa e noi fermi nell’istante di un intanto ad ascoltarle in un moto apparentemente immobile e nervoso della vita. Una sorpresa e una distrazione di sorta e di corta attenzione perché, altrove, intanto…

Storie circolari e indipendenti che scorrono e non si fermano; continuano e cambiano (e nessun bene e nessun male); semplicemente scorrono intanto che rimano altri intanto… Felicità e incertezze, vanaglorie e noie si conficcano nelle frangie di fatti preminenti di corpo e di chiasso, e si susseguono, s’affacciano, si moltiplicano e interrompono la linearità per poi inanellarsi nella corrente del fiume narrativo… Intanto è una “letteratura” spontanea, anonima e personale, distratta e universale.

Contaminazioni

“Intanto” è flânerie urbana di chi cammina e osserva istanti urbani, intanti-frammenti, liberi, senza fretta e senza meta, di isole vicine e remote, esotiche e banali… Suggerite appena. Se c’è un’urgenza è l’istante-intanto che appare agli occhi e che si cristallizza, ecco l’intanto che scopre un cammino altro, pigro d’urgenza; un unico passo narrato perché qui solo l’istante può essere detto prima che trabocchi, intanto, in altri passi…

Il rumore

Intanto spunta, inciampa e si ferma improvviso e incostante, si raggruma in una fotografia, in una parola o in un rigo appena, nella stringa di un twitter, uno o più al dì o alla settimana o all’occorrenza; all’umore che si lascia mirare altrove; all’attenzione che fugge in uno sguardo, nessun orologio, solo l’apparire fulmineo nel brodo di qualsiasi giornata che vince uno sbadiglio nello sciame di Twitter.

L’arco e la freccia

“Intanto” è una freccia incoccata sulla corda dell’arco; le mani, una che impugna e l’altra che tende, e l’occhio che mira; la freccia scocca; si scaglia perentoria. Tocca precisi momenti, di fato o caso, che infilza e risucchia;
li proietta all’istante per poi infine scadere, infatti l’arco si stende e la freccia, che ha consumato l’arcata di spazio, cade per terra. L’arco posato sull’acro e le mani lungo i fianchi.

La traiettoria dura una manciata di In tanto di tanti intanto su Twitter.