Ecclesiaste

Ecclesiaste nasce da una battuta per accendere altri battiti, per creare un dibattito sul diktat “andrà tutto bene”; il battito che ha martellato il momento più buio: il Covid19 e che perentorio si è seccato retorico senza incoraggiare altri battiti. Per preservare la ragione del “tutto andrà bene” si fiaccano e si perdono le ragioni del vivere.

La boutade è leggera e intransigente.

Ad un vento che spazza via tutto, che scompiglia la vita, ciò che rimane in piedi, ostinata e tenace, è la vita: andrà, ché la vita andrà e di vivere, il solo vantaggio, è vivere. Ed ecco che il “tutto bene” vola via per reinventarsi e adattarsi alla vita, allo sguardo degli altri.
Il pessimismo, l’acquiescenza o l’assertivismo è negli occhi di chi guarda o di chi guarda la vita che – sopra tutto – andrà… A noi viverla e arricchirla di senso.
La locuzione si è sciolta in un gioco, in una baruffa di lettere, in una poesia visuale e in una cartolina – di carta – d’arte postale per germinare in altre parole e pensieri tra amici e destinatari casuali o fortuiti.
La cartolina ha ispirato un progetto in fieri di più ampio respiro; d’urgenza, per una visione d’insieme e personale su ciò che respiriamo, che abbiamo respirato in questa lunga notte che ancora non si è sciolta e che si porta lenta e pesante nelle tasche, rallentando i passi, i pensieri e deformando i sogni che sono tinti del buio della notte.

Covid19 – A Visual poetry project

ECCLESIASTE I | II | Manifesto | 70 x 100 cm | Cartolina 10,7 x 15 cm

GUERRA | Manifesto | 70 x 100 cm
Guerra, guerra, guerra… Siamo in guerra, ma non è guerra (cit. Generale Bosquet), siamo in guerra nelle parole; potenti metafore nel vaso della guerra ma la malattia non è una guerra; le parole formano il pensiero, il mondo: “diamo parole” alla malattia e non alla guerra. No, non è una guerra.

BUIO | Manifesto | 70 x 100 cm
Fare luce per nascondere il buio. Fare buio per accendere il buio.

BOCCHE DI LATTE | Manifesto | 70 x 100 cm
Abbandonare il capro espiatorio.

CRITICA | Manifesto | 70 x 100 cm
La libertà è l’impulso d’attenzione di cittadinanza critica.

ISOLA-MENTO | Manifesto | 70 x 100 cm

FLOATING DIGITAL RAFTS | Manifesto | 70 x 100 cm
Which island did you live in the covid? Wich raft? Wich ocean? Wich landing?
Su quale zattera? In quale oceano? Quale approdo? In quale isola hai vissuto?
Partire, fluttuare, arrivare; tieni buona la zattera, disfala per farne un rifugio, o infiammala per scaldarti, per cuocere, o custodiscila; per una via di fuga. L’isola è la zattera, la zattera il pensiero.

D I S T A N Z A SOCIALE | Manifesto | 70 x 100 cm
Prendere parole da un’altra lingua dovrebbe essere sempre un’opportunità di arricchimento e non di impoverimento linguistico (laddove ci si sia un vuoto linguistico). Ma prendere parole – dall’inglese social distancing e social distance – e traslarle – letterali – senza alcuna interpretazione, come calchi, genera solo confusione. Ciò che è irrilevante in una lingua lo è invece per un’altra e l’interferenza cade non solo nella necessaria distanza di sicurezza ma in una frattura di comunicazione, una frattura semantica nei rapporti sociali. La comunicazione non può essere brusio, ambigua o influenzata dal dibattito inglese (…). Parimenti la locuzione descrive quello che accade: la smaterializzazione di una società sempre più rarefatta e la quarantena, il post quarantena, oscilla ancora nei pensieri, lenti, tra la paura di morire e la voglia di vivere.

SMALL SMART WORK | Manifesto | 70 x 100 cm
La società è dappertutto e in nessun posto.
La società remota – lontana – non è società. Il lavoro (il lavoro – il sudore – oltre la convivialità) è il sale della polis. Fragile il remoto, mortifica l’identità, assottiglia lo spazio pubblico, la democrazia.
Il remoto è una necessità contingente, non è un viatico; è necessario un salto vigoroso oltre gli schemi per pensare, per immaginare e per sostenere anche nuove idee di lavoro.

REVENGE SHOPPING. *VALUES NOT PRODUCTS
Manifesto | 70 x 100 cm
Le rondinelle son sentinelle | annunciano il buon vento | Esile vento di lieti istanti | e l’istante, gonfio di niente, lieti istanti, | gonfia di primavera, la creatività del marketing | Ché i prodotti, lieti istanti, son valori | e il valore della réclame si reclama | Giù in fila, tutti in fila | esile vendetta di tutti | di tutti contro nessuno | contro l’inverno del virus | del nessuno de visu | Il pane sfama ma non gratifica | lievitano i consumi ma non il pane per tutti | Ma a chi si pente l’economia sorride | anche il tuo buon umore, ma tu, forse, dimentichi le priorità?

HOME sweet HOME | Manifesto | 70 x 100 cm
Casa, il catalogo è questo:
la casa si abita, ieri, e
oggi; la casa si vive.
Avanguardia.

WITH THE MASK OFF – GIÙ LA MASCHERA| Manifesto | 70 x 100 cm
Chi è insofferente, chi è leggero o fatuo, chi si rifiuta per principio, chi l’appanna appena in bocca, chi si sbianca il volto, chi la stringe al collo, chi s’appanna gli occhiali, chi fascia i boccoli o chi l’infila al polso come fosse un orologio, la mascherina è un totem, il paradigma visivo e il “recipiente narrativo” di letteratura umana intra-pandemia.

E intra-pandemia-diorami: la penuria di mascherine, lo sciacallaggio, le mascherine fai da te, i tutorial virali, i costi calmierati, i selfy “mask” sui social, le aziende convertite, le mascherine griffate (la necessità si muta in accessorio-moneta) i movimenti no-mask ché le mascherine sono dannose per la salute (corroborate da teorie – per nulla scientifiche – vedi no-vax) o perché la mascherina è un’invasione prolungata alla libertà dei cittadini; il rifiuto a considerare che la mascherina non sarà più nell’immaginario collettivo quell’oggetto esotico e curioso dei turisti giapponesi in visita in occidente.

La noia del sapere, la gioia del credere | Manifesto | 70 x 100 cm
Strozzare la scienza liberticida al credere del libero arbitrio?
Non sapere e agire nel non sapere? Soccombere o dominare.
Tentazione della tentazione di non sapere e figliare nell’autonomia morale, di libertà, o stare ritti e pensare fitti alla corporatura d’insieme del nostro ruolo, totale, umano, sulla cima di una montagna che è l’epidemia.

FARINA | Manifesto | 70 x 100 cm
Assediati di farina e ridotti alla fame.

SOCIAL (ZOO)M DRINKERS | Manifesto | 70 x 100 cm
E lieti ritrovare se stessi e brindare su Zoom, e aprire minute felicità, ciliegine del tempo, di gesti lenti, di ameni passatempi, di manicaretti e fragranze di pane, d’arcieri di tango e fachiri di yoga… Un drink e ritrovare se stessi; nessuna fatica (Zoom fatigue).

SENZA TITOLO | Manifesto | 70 x 100 cm

RADICE | Manifesto | 70 x 100 cm
“Forza Italia, we love you!” PornHub

PLASTICA | Manifesto | 70 x 100 cm
Il grido d’allarme del virus ha portato la massiva reviviscenza della plastica, un cuscino d’emergenza necessario profuso in mascherine, guanti, schermi in plexiglas, imballaggi, piatti, posate, accessori e soprattutto Il monouso. La questione non è la plastica ma la plastica dispersa nell’ambiente. La necessità di usare la plastica e/o più materiali non significa abbandonarli in giro. L’emergenza ha chiuso il mondo ma non ha chiuso all’attenzione per i piccoli gesti importanti quotidiani. La questione è culturale.

INFODEMIA | Manifesto | 70 x 100 cm
Prepotente la scienza | Prepotente l’uomo con in bocca la scienza |
E la scienza in bocca è seria sul far della sera. |
E di sera il balletto medievale | Di chi prepotente principia tenebre | E di chi prepotente principia luce. | Prepotente la rissa | La rissa non porta luce | La luce non è rissa.

A TEATRO… | Manifesto | 70 x 100 cm

COMING STREAMING SOON | Manifesto | 70 x 100 cm

auDIOtel | Manifesto | 70 x 100 cm
Dov’è Dio; nel vuoto | Denso di senso | E come il vuoto ti avvolge | Tu volgi di senso.

Verità carnale | Manifesto | 70 x 100 cm

SOLCO | Manifesto | 70 x 100 cm
Il dolore è un seme. Insieme il dolore è un seme.

Il logos della terra | Manifesto | 70 x 100 cm

FARE FIGLI | Manifesto | 70 x 100 cm
La crisi è un salto | il salto è nel buio | il buio di acque fonde | e fondi i piedi sommersi | si piegano nel fango | ti agiti e affondi | ti rigiri e sprofondi | Fermati, pianta le mani | e fulcro sollevati | e volgiti su terra asciutta | poggia saldo i piedi nudi | e senti con le dita la terra, | Terra bruno frutto scuro | Scaldati, fai casa e figlia |

IL CIELO DELL’EDIFICIO | ON-OFF-LINE LIVE |
Manifesto | 70 x 100 cm

Ecclesiaste

 

Oracolo, antico, retorico; contemporaneo, “andrà tutto bene”, e di vivere, il solo vantaggio, è vivere | Vivere bagnati di ventre, l’incavo di senso | E tira, tira il ventre, trama la forma | Dio | Siamo ovunque e in nessun posto | On-off-line-live; allentati, allettati, allettanti, fluttuanti | A piluccare il tempo d’uva passita | Acini di sudori, zattere, umori, isole e scale, carnose dure | Scale di tastiera, scuole di lavoro | Smart small, stretto sorriso, stretto finché dura | Duro deserto di pianerottoli, pianoforti, chiare d’uova, tegole di pioggia e muschio | E nettàre | Spellare parole, vasi bucati | Fitti e verdi; foglie, fogli, figli | Zerbini intatti, balconi coatti, assordanti, assolati, sfitti e lontani | Ciascuno vicino, ringhiera sicura, bardata, imbandita, tricolore | Arcobaleno | E ripartire, scoperchiare, business as usual | E sentire sentinelle: comprate! | Rapsodie esatte, esatta la felicità | Chirurgica | La maschera sacra della scienza | Sorelle e fratelli di scienza | Avanguardia tra i denti, palato molle, fratelli di ugole, denti, stridenti | Nel verso imbavagliato, controverso, sottovento | Controvento nevica cenere | Neve, nei teatri | Finestre e orchestre | Cantare e muti | Guerra! | Scemi di guerra, muti appelli, scuole chiuse | Presente! | Madre | Pane, pani, lieviti | Assediati di farina, farina di fame, farina di gregge | Cattivo, buono; capro | Capre; bocche di latte, nero latte, complotto | Un cappello d’erba sul cemento, sulla terra scavata, cava, erosa | Arare chiese, preghiere chiuse | Rifugio | Biondo oro | Compro oro | L’orlo non si calpesta | Si solleva s’appende, mostra gli stinchi, sporchi, nudi | I cinghiali che corrono, gli uccelli che volano, i tavolini come conigli | Attendi qui! | I musei stinti e case di mantelli neri | L’ordine analfabeta delle cose e aria, fato, fiato del destino | Acqua che stinge, tinge | Acqua che lava | Sbianca | Il sole sbianca, bianco di sole, cotti di sole | Plastica frolla | Granella di mare, granella di monti | Plastica | Incontaminato | Padre | Sacro il canto, esile il sortilegio; oracolo, antico, retorico, contemporaneo; andrà.

SENZA TITOLO | Manifesto | 70 x 100 cm