BEVETE PIU’ LATTE; IL LATTE FA BENE

 

 

Non fosse stato per un sole peregrino non avrei peregrinato per le strade, per le periferie, per i muri della città… Amo peregrinare e se non avessi peregrinato non mi sarei fermato davanti ai peregrini manifesti che affollano i muri, romanzi contemporanei ed effimeri. Laceri, sbiaditi, staccati, strappati, scritti, azzerati, ricoperti da fogli bianchi se scaduti, uno sopra l’altro; lo strato del tempo e ancora il tempo, grande scultore, pittore, che restituisce al manifesto pubblicitario un’espressione artistica e come non peregrinare, qui, all’intuizione poetica di Mimmo Rotella, lo “strappamanifesti” o pittore della carta incollata. La memoria peregrina tra collage, décollage, assemblage, frottage, effaçage…

E ancora a peregrinare mi imbatto in uno tra i volti più noti dei cartelloni; il simbolo per antonomasia del circo: Moira Orfei che ha tappezzato e peregrinato negli anni con la sua effigie i cartelloni; l’arrivo del circo in città, immutabile icona; esotica, procace, esuberante, schietta ed eccentrica. Un icona dai tratti immutati con i capelli corvini raccolti a mo’ di turbante e il trucco cerchiato, deciso, il neo enfatizzato, le lunghe unghie laccate e tra un’acrobazia e l’altra l’incontro e l’amore per il cinema dalle commedie leggere, ai colossal all’italiana ai film di autori… Il manifesto è quasi diafano, slavato, peregrino come la memoria; presto qui si incollerà un altro manifesto, la colla spennellata laverà la sua anima peregrina per fissarsi invece nei passanti con un invito a fermarsi, comprare e sognare (l’eco è lampante: Boccaccio ’70 di Fellini con la giunonica Anita Ekberg in “Bevete più latte; il latte fa bene…”) ma, aspetto e proseguo, peregrino ancora verso nuovi manifesti e altre epifanie di Mimmo, di Fellini, di un altro circo in città e un gentile saluto a Moira.

 

(Bevete più latte; il latte fa bene | Mixed media | Photograph and Digital Collage 30 x 32 cm)